Treni e tangenti, 14 arresti: nel mirino anche i subappalti per il trenino di Malpensa

MILANO – Quattordici persone arrestate, tra cui il figlio dell’ex dg delle Ferrovie Nord Milano e ora manager in una società del Gruppo, per un presunto giro di tangenti nell’acquisizione di sub-appalti di opere pubbliche in Lombardia, tra cui quelli relativi alla linea ferroviaria che dovrà collegare il terminal 1 al terminal 2 di Malpensa.Un’opera attesa per l’estate ma che ancora non è stata completata. Numerose le perquisizioni.

Undici persone sono finite in carcere, tre ai domiciliari. Diverse le società con sede legale a Milano riconducibili a imprenditori bergamaschi e calabresi vicini alla ‘ndrangheta che avrebbero messo in piedi un sistema per alternarsi nei subappalti. In manette è finito Davide Lonardoni, di Nord Ing, controllata di Ferrovie Nord.

tangenti-2E’ il figlio dell’ex direttore generale di Ferrovie Nord, Dario Lonardoni. Da quanto si è appreso, Davide Lonardoni, originario di Saronno (Varese) e residente a Milano, si occupava principalmente di sicurezza nei cantieri gestiti dalla società specializzata negli interventi di potenziamento e ammodernamento della rete ferroviaria.

Il padre, dirigente di Ferrovienord fino al 2012 e attualmente in pensione, è assessore ai Lavori pubblici nel Comune di Saronno, guidato da un’amministrazione di centrodestra.

Arrestati anche il faccendiere bresciano Alessandro Raineri (ritenuto uomo a libro paga degli imprenditori, in contatto con numerosi funzionari di amministrazioni ed enti pubblici) e l’imprenditore bergamasco Pierino Zanga, dipendente delle società ma di fatto dominus del circuito di ditte aggiudicatrici finito nel mirino della procura. Complessivamente sono state accertate violazioni per 20 milioni di euro.

I finanzieri del comando provinciale di Milano hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Milano, Alessandra Simion, nell’ambito in una inchiesta della Dda coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dal pm Bruna Albertini, e affidata al nucleo di polizia tributaria. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati di corruzione diretta all’acquisizione dei lavori. Contestati anche reati di natura fiscale, per presunta “utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti” e “indebite compensazioni”, e poi ancora la truffa ai danni dello Stato, la bancarotta fraudolenta, l’intestazione fittizia di beni e complessi societari e la “illecita concorrenza realizzata attraverso minaccia e violenza”.

Le indagini hanno consentito di ricostruire le condotte della presunta associazione a delinquere, formata da vari imprenditori, anche avvalendosi di diverse società del settore dell’edilizia che, formalmente intestate a soggetti “prestanome” e apparentemente prive di legami tra loro, sarebbero risultate riconducibili al sodalizio.

Gli approfondimenti di indagine, con una complessa attività di polizia giudiziaria e tributaria, hanno portato all’accertamento anche di presunte violazioni di natura penale e tributaria e di “attività distrattive del patrimonio di alcune società coinvolte, in relazione alle quali – come spiega la Gdf – il Tribunale ha dichiarato il fallimento” con ipotesi di bancarotta per i “titolari di fatto”.

In una nota, il presidente di Ferrovie Nord Milano spa Andrea Gibelli, sottolinea che “nessuna società del Gruppo Fnm è coinvolta nell’indagine della procura. Un dipendente di una delle società del Gruppo è interessato dall’indagine a titolo personale. Non si tratta di un dirigente”.

(FONTE esterna)