Sviluppato un batterio che mangia la plastica negli oceani

PENNSYLVANIA – Sarebbe impossibile pensare a un mondo senza plastica. Quasi tutto quello che usiamo nella vita di ogni giorno è fatto con questo materiale.

Il problema, ben noto, sta nel suo essere difficilmente degradabile, e quindi un uso massiccio comporta un inquinamento direttamente proporzionale. Miranda Wang e Jeanny Yao, due studentesse della University of Pennsylvania, potrebbero però avere la soluzione.

plastAmpliando un progetto a cui avevano già lavorato quando erano al liceo, hanno sviluppato un batterio capace di dissolvere la plastica e di trasformarla in anidride carbonica e acqua.

Diffuso su larga scala, sarebbe in grado di risolvere il problema dell’inquinamento dei mari e degli oceani, dove sono disperse enormi quantità di questo materiale. Non male, per due ragazze di 21 e 22 anni. 

Il processo prevede un solvente per la dissoluzione della plastica e degli enzimi che avviano la depolimerizzazione dei componenti chimici di base, scomponendoli in composti degradabili.

In altri termini, si tratta di separare gli elementi che compongono il materiale e di “aggredirli” singolarmente.

Fin qui tutto (abbastanza) chiaro, ma come fare a raccogliere tutta la plastica e portarla a terra?

Wang e Yao hanno pensato anche a questo: non c’è bisogno di trasportarla, considerando anche che essendo molto leggera avrebbe bisogno di grandi volumi e non sarebbe sostenibile dal punto di vista ambientale.

Il processo si può fare direttamente in mare aperto. L’idea è di costruire delle stazioni mobili in cui installare delle grandi vasche (fino a 150mila litri) con il composto chimico al proprio interno.