Sentenza esemplare: il TAR lombardo boccia il ricorso dei dirigenti del Comune di Saronno

SARONNO – Perchè la sentenza del TAR Lombardia, depositata il 15 febbraio 2016, è un verdetto esemplare? Perchè i magistrati ripercorrendo l’iter della vicenda richiamano in modo chiaro e comprensibile, anche per un lettore non specialista, le norme sottese al percorso aministrativo dalla Giunta di Saronno per riorganizzare la struttura comunale. Tre dirigenti chiesero fosse invalidata la delibera di Giunta del 10 giugno 2013, riguardante la “Retribuzione  di posizione. Approvazione pesatura posizioni dirigenziali”.

Alla Giunta comunale premeva, attraverso quell’atto portare a compimento il lavoro intrapreso di riorganizzazione della struttura amministrativa, la rivisitazione degli stipendi dei dirigenti era soltanto una conseguenza, non una premessa. Ai dirigenti importava soltanto l’effetto che la delibera produceva e cioè la riduzione del loro stipendio.

Nel 2010 era iniziato un piano di riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della struttura comunale – contraddistinta da palesi inefficienze e diseconomie conseguenti – non più sottoposta a revisione da circa un decennio. I dirigenti, costretti per via di una nuova pesatura, a rinunciare ad una parte della loro retribuzione di posizione, aprono un contenzioso con l’amministrazione comunale. Non siamo più a quella dialettica che talvolta si manifesta fra amministratori e dirigenti che si vedono sottrarre spazi  d’autonomia, ma ad una messa in discussione dei poteri della Giunta previsti dal TUEL (Testo Unico Enti Locali).

Gli atti che la Giunta aveva assunto fra il 2010 (anno d’insediamento) e il 2013 stavano facendo rientrare nella norma, una situazione che aveva portato i fondi dei salari accessori (personale e dirigenti) fuori controllo e ottenendo quei risparmi auspicati sia dalla comunità nazionale sia da quella locale.  Nel decennio 2000/2010, le retribuzioni di posizione dei dirgenti del comune di Saronno erano cresciute in maniera esponenziale del 173%. Continuare nell’inerzia avrebbe voluto dire che si sarebbe perseverato negli sprechi e nel mantenimento di privilegi non giustificati e non legittimi.

La moderazione e la gradualità con cui si era operato non era stata sufficiente ad evitare l’ostilità dei dirigenti. Di fronte all’idea di dover rinunciare a somme non propriamente giustificabili, i dirigenti hanno preferito  rischiare il ricorso al TAR e turbare il clima dell’istituzione comunale per l’intera legislatura. Come se non bastasse, a fine legislatura un nuovo ricorso, per demansionamento, viene presentato al giudice del lavoro da uno dei tre dirigenti ricorrenti.

Il tribunale ha ora stabilito che il ricorso è “infondato” e che gli atti compiuti dalal Giunta Comunale di Saronno sono legittimi e coerenti con “l’indirizzo di finanza pubblica di contenimento delle spese”.

Per chi come me aveva seguito, in qualità di assessore al personale, la vicenda fra ostacoli, falsità e ambiguità, la notizia della sentenza ripaga di molte delle fatiche fatte. Il caso della controversia fra Comune di Saronno e dirigenti è ora un caso di scuola.

(Fonte – Blog di Beppe Nigro)