Nuovo affronto alle istituzioni: ” I TELOS occupano stabile comunale”

SARONNO – Pomeriggio inquieto per l’amministrazione comunale, quando intorno alle ore 13.00 è arrivata la notizia che il gruppo anarchico TELOS aveva occupato uno stabile di proprietà del Comune di Saronno e più precisamente l’ex sede dell’ufficio di collocamento sita in via Giuditta Pasta 9, adiacente a piazza Piazza Indipendenza.

Raggiunto al telefono, il sindaco Fagioli ha dichiarato: ” Sono a conoscenza dei fatti e dopo una breve riunione con il Comandante della Polizia Locale ho provveduto, intorno alle ore 14.30, a sporgere denuncia, presso la stazione dei Carabinieri di Saronno, per occupazione abusiva di stabile comunale”.

Dalla parte opposta, della del TELOS, è apparso il seguente comunicato stampa:

telos 1 “Oggi abbiamo occupato un nuovo spazio in pieno centro a Saronno in via Giuditta Pasta 9, adiacente a piazza Piazza Indipendenza.
Abbiamo quindi deciso di spostare il concentramento del corteo di domani, sabato 5 marzo, nella piazzetta di via Portici, a pochi metri dal nuovo Telos.
Perchè in centro?
Perchè il centro di Saronno da qualche decennio sta subendo una lenta ma inesorabile trasformazione: da punto di riferimento per la città, per i giovani, per chi volesse vivere la città e la strada a centro commerciale a cielo aperto; da punto di ritrovo per centinaia di persone ad ogni ora del giorno a punto di passaggio in cui chi sosta viene guardato con sospetto; da spazio condiviso, vissuto e comune a spazio privato, videosorvegliato e arido.
Questa trasformazione non riguarda solo il centro di Saronno, ma anche i centri, o i quartieri, di diverse altre città: si chiama gentrificazione, ci dicono che si tratta di riqualificazione, quello che non dicono è che la presunta riqualificazione comporta l’aumento del costo della vita (affitti, spese, beni primari…) e di conseguenza l’arrivo di portafogli gonfi e l’allontanamento forzato della fetta di popolazione più povera.
In un centro storico di questo tipo non c’è spazio per luoghi di libera socialità e aggregazione, servono solo banche, negozi e videocamere. Perchè? Perchè ogni cambiamento deve essere in funzione del profitto, deve servire ad arricchire i pochi a discapito dei molti. Anche un bar aperto la sera viene visto male, turba il soporifero quieto vivere dei portafogli gonfi che si sono comprati un pezzo di centro. E allora la sera è bene che il centro sia deserto, al pari di come risulta deserto un centro commerciale, salvo qualche apertura serale strategica per aumentare i profitti, e allora ecco i giovedì sera estivi, ecco la notte bianca.
E’ ormai più di un progetto, è praticamente realtà, una realtà escludente e classista.
Ecco spiegate le ordinanze contro chi mangia o beve in giro, su un gradino per esempio; ecco spiegate le multe a chi chiede l’elemosina o l’allontanamento dei venditori ambulanti; ecco il perché dell’allontanamento dal centro cittadino delle manifestazioni, sia mai che oltre al denaro e al consumo si finisca per porsi qualche domanda.
Perchè abbiamo occupato e abbiamo deciso di partire in corteo dal centro?
Perchè esistono anche altri modi di vivere gli spazi in comune, esistono altri modi per affrontare l’insicurezza diffusa su cui i politici di ogni schieramento fanno leva. Per cercare di incrinare l’isolamento individuale a cui siamo condannati. Perchè restiamo convinti che le città siano di chi le vive non di chi ha i soldi per comprarsele.”

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