Fabio Fazio rischia la radiazione dall’albo dei giornalisti

SARONNO – Grossi guai per Fabio Fazio, sul cui conto deciderà il Consiglio disciplinare dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria. Il conduttore diChe tempo che fa, iscritto all’Albo dei giornalisti Pubblicisti, ha infatti prestato il suo volto per uno spot promozionale della Tim, in onda su tutte le tv nazionali. Peccato però che la deontologia professionale sia chiara: un giornalista non può fare pubblicità, per niente, e può prestare il suo volto soltanto per iniziative benefiche ma non retribuite.

Secondo la Carta deontologica “il giornalista […] non può prestare il nome, la voce, l’immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la tutela dell’autonomia professionale. Sono consentite invece, a titolo gratuito, analoghe prestazioni per iniziative pubblicitarie volte a fini sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici, sindacali o comunque prive di carattere speculativo”.

Ora, sul suo conto, dovrà esprimersi una giuria costituita non soltanto da giornalisti: per garantirne la terzietà prenderanno parte al giudizio contro il giornalista sotto esame anche persone non iscritte all’ordine.

Il conduttore Rai verrà ascoltato dal Consiglio di disciplina, dove potrà esporre elementi utili alla sua difesa. Infine, Fazio, intervistato da TvBlog, ha spiegato che avrebbe scritto al presidente dell’Ordine ligure, Filippo Paganini, prima di accettare il ruolo nella pubblicità Tim: Fazio sostiene di aver chiesto delucidazioni e di aver chiesto all’Ordine di cancellarlo dall’Albo nel caso in cui la pubblicità fosse stata contraria alle norme.

Non è la prima volta che dei giornalisti  sfidano l’Ordine e il divieto di fare pubblicità: da Barbara D’Urso, radiata dall’albo, cosa, però, che non l’ha scossa minimamente visto che continua ad esercitare la professione,  a Giampiero Mughini (che, fu dapprima sospeso per aver aver fatto anche lui da testimonial ad uno spot di telefonini, poi definitivamente cancellato dall’Ordine). Fazio, dunque, potrebbe essere  in buona compagnia.