Equitalia scompare: sarà assorbita dall’Agenzia delle Entrate

ITALIA – Chiudere Equitalia entro il 2018: a quanti era sembrata solo una sparata elettorale la dichiarazione dell’altro ieri di Renzi con cui aveva rivelato l’intenzione del Governo di sciogliere Equitalia per sempre (leggi “Addio Equitalia entro il 2018”) risulterà ora incredibile il seguito; a quanto sembra, infatti, i lavori già sono in atto e si pensa a una fusione con l’Agenzia delle Entrate.

equitaliaMa a cambiare non sarà solo il nome del soggetto che procederà alla riscossione esattoriale, ma tutto l’impianto normativo e, soprattutto, l’approccio al contribuente: pignoramenti, fermi auto e ipoteche saranno solo l’ultima spiaggia, mentre si privilegerà soprattutto la collaborazione e l’accordo con il debitore.

Insomma, il braccio duro della legge vuol cedere il passo alla cosiddetta compliace.   Dopo l’annuncio di Renzi, l’addio a Equitalia entro il 2018 sembra quindi assolutamente certo. Così come è certo, però, che qualcuno poi dovrà andare a recuperare le tasse non pagate.

Basti pensare che nel 2015 oltre un quarto dei 14,9 miliardi incassati dalla lotta all’evasione da parte delle Entrate arrivano proprio dalla riscossione coattiva, ossia dall’azione portata avanti da Equitalia.

Al momento si lavora su diverse ipotesi, ma quella più accreditata sembra essere la via seguita da tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea, tra cui la Francia: una integrazione tra l’Agente della Riscossione e l’Agenzia delle Entrate.

In pratica, lo stesso soggetto che effettuerà i controlli e gli accertamenti sarà anche colui che poi dovrà andare a recuperare le somme evase, procedendo – nelle ipotesi più ostinate – all’esecuzione forzata.

In Italia, invece, tali soggetti sono sempre stati diversi e l’Agente per la riscossione è stato sempre una società di diritto privato, ma partecipata dagli enti pubblici (51% agenzia delle Entrate, 49% Inps).