Antifascisti in Consiglio: i commenti di Licata (PD), Impari (M5S), Veronesi (Lega) e Tosi (Fdi)

Saronno – La manifestazione antifascista svoltasi giovedì sera a Saronno durante la seduta straordinaria di Consiglio Comunale ha lasciato il segno in tutte le formazioni politiche presenti in aula. Dopo aver stilato le opinioni dei diretti interessati, ovvero l’Anpi di Saronno con le parole del loro esponente Dario Liotta, e il sindaco Fagioli, destinatario dello striscione srotolato con la scritta “Fagioli, i neonazisti ti ringraziano” (qui dichiarazioni, racconto della serata e foto esclusive), altri esponenti della politica saronnese hanno voluto esprimere il loro parere sull’episodio.

Il primo a rilasciare una dichiarazione ai microfoni di Saronno.tv è stato il capogruppo all’opposizione del Partito Democratico Francesco Licata: «Il tema posto è un tema su cui ci siamo dimostrati sensibili anche noi, come il patrocinio concesso il 15 novembre all’associazione sportiva destrorsa Wolf Of The Ring. Però, non sposiamo il metodo, non pensiamo sia corretto entrare in quella maniera durante il Consiglio Comunale. L’argomento dell’evento del 15 novembre – conclude Licata – è un terreno molto scivoloso: un patrocinio concesso per una manifestazione con molte ombre.»

A fargli da eco è Francesco Impari, capogruppo del Movimento 5 Stelle: «Mi sembra chiaro che Wolf of The Ring sia un gruppo di chiara ispirazione “ultradestra” – ha affermato Impari -. I manifestanti si sono palesati in consiglio e han detto che il sindaco sponsorizzerebbe i neonazisti, una cosa che, secondo noi, ha una sua validità.» Lo stesso capogruppo pentastellato ha poi tirato una stilettata ai consiglieri comunali della Lega che avrebbero trattato a male parole i manifestanti: «Volevo sottolineare che i consiglieri comunali leghisti li hanno insultati in malo modo, persone che rappresentano figure istituzionali, a parer mio, dovrebbero comportarsi in maniera più adeguata.»

A replicare alle affermazioni di Francesco Impari è intervenuto Angelo Veronesi, capogruppo di maggioranza della Lega Nord: «Epiteti verso i manifestanti? Abbiamo solo risposto per le rime a quello che ci è stato rivolto. Cioè polemiche inconcludenti di persone che vengono in consiglio ad affermare la loro contrarietà alle scelte dell’amministrazione.
Ha concluso Veronesi:  «Non siamo d’accordo con loro, non siamo neonazisti e rispettiamo la Costituzione, per cui niente da dire riguardo a quello che hanno manifestato. Rispediamo al mittente, cioè al Movimento 5 Stelle, la polemica sugli insulti che comunque non ci sono stati, e li invitiamo a essere più seri.»

A chiudere il cerchio ci ha pensato l’assessore saronnese ai Servizi Sociali Gianangelo Tosi, esponente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale: «Sono polemiche strumentali, la cosa fa quasi sorridere. L’interruzione di oggi aveva in sé qualcosa di farsesco. La giunta ha semplicemente concesso il patrocinio a una associazione riconosciuta dal CONI – Wolf Of The Ring – che non ha elementi di preoccupazione al suo interno, così come ha concesso patrocini a tutta una serie di altri eventi.»

Anpi e Assemblea Antifascista, come è trasparito dalle parole di Dario Liotta, hanno manifestato anche contro la conferenza di giovedì 5 novembre Maschio e Femmina li creò, incentrata sulla teoria gender e organizzata da Fratelli d’Italia e Alleanza Nazionale Saronno. Anche in questo caso ha risposto Gianangelo Tosi, come, appunto, espoente di Fdi-An: «Cosa ci sarebbe di neofascista nel confrontarsi con una dinamica all’ordine del giorno come quella gender, che coinvolge la sensibilità delle persone, la concezione di famiglia e di società che ciascuno di noi ha? Noi la pensiamo in un certo modo con la famiglia costituita da un soggetto maschio e un soggetto femmina, come secondo natura. Crediamo di avere tutti i diritti di sostenere queste idee, esattamente come chi ha una linea opposta alla nostra.» Poi ha ribadito l’assessore:«In che cosa sarebbe neofascista ritenere che la famiglia naturale sia composta da un maschio e una femmina? Non mi è chiaro.»

Daniele Calvano

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